Situato tra 400 e 1800 metri di altitudine ai confini della provincia di
Frosinone il piccolo centro di Vallerotonda è posto sul fianco est di monte
Castello, a sud della catena delle Mainarde.
Il territorio del comune oltre al Centro
comprende tre grosse frazioni esterne: Valvori
Cardito e Cerreto
che portano il totale degli abitanti a 2071.
Le antiche origini sono attestate dal ritrovamento in località Cerreto
Migghioia di tombe, vasi e lucerne riferibili all'epoca romana. Le prime notizie
storiche risalgono al 853dc quando, nel Chronicon Cassinensis, si fa
cenno alle prime incursioni dei saraceni provenienti da Venafro. Le popolazioni
che vivevano sparse per le campagne furono obbligate a stabilirsi dentro o nei
dintorni dei castelli fortificati eretti a difesa delle "terre di San
Benedetto". Il "castrum" di Vallerotonda sorse
così nella prima metà del secolo XI e si trova menzionato per la prima volta
nel diploma di Papa Vittore II dell'anno 1057. Le vicende del centro sono
strettamente legate a quelle dell'Abbazia di Montecassino fino al secolo scorso.
Il secondo conflitto mondiale determinò distruzioni generalizzate su tutto
il territorio comunale che venne distrutto per circa il 90% ottenendo con queste
motivazioni la medaglia d'argento al valor civile.
Posto a cavallo della principale linea difensiva tedesca, la Gustav, fu sede di
furiosi scontri bellici da parte dei reparti tedeschi e marocchini che tentavano
di sfondare il fronte Il 28 dicembre 1943 in località Collelungo
fu perpetrato, da parte dei tedeschi, un barbaro
eccidio dove persero la vita 42 civili in maggioranza donne e bambini. Sul
luogo dell'eccidio è stato eretto un monumento opera dello scultore Mastroianni.
La struttura economica di tipo essenzialmente agricolo ha determinato nei
primi anni del '900 e soprattutto negli anni 1950 una forte emigrazione verso i
paesi del nord Europa, basti pensare che nel 1911 la popolazione di Vallerotonda
raggiungeva i 4274 abitanti.
Oggi le notevoli ricchezze ambientali del territorio rendono possibile uno
sviluppo particolarmente in linea con gli attuali indirizzi del turismo
alternativo. Strutture ricettive e particolari scorci naturali rendono assai
piacevole un soggiorno a Vallerotonda.
L'AMBIENTE NATURALE
Il verde è la grande ricchezza di Vallerotonda: la maggior parte del
territorio comunale, esteso su una superficie di 5965 ettari, è coperto da
secolari faggete, essenza tipica delle quote preappenniche. Tra il 1904 e il
1924 fu messa a dimora una estesissima pineta,
finalizzata alla protezione idro-geologica ed oggi forte motivo di richiamo
turistico.
I 2500 ettari di bosco s'innalzano sino ad una quota di 1800 metri, a
raggiungere i territori a confine con il Parco Nazionale d'Abruzzo, ove sono
rilevabili innumerevoli sorgenti e specie floro faunistiche di particolare
particolare pregio.
Ai piedi delle propaggini meridionali del massiccio di Monte Cavallo e della
Costa San Pietro è localizzato il bacino artificiale "lago
Selva" facilmente raggiungibile attraverso la statale 627 della Vandra
che collega Atina con i centri del Volturno. Il lago è situato al centro di un
territorio ricco di splendidi paesaggi, quali l'altopiano del Monte Cavallo, la
Catenella delle Mainarde e il Monte Meta. Poco più a nord troviamo la valle di
Canneto, con l'omonimo santuario, e la Camosciara, in pieno Parco Nazionale
d'Abruzzo.
Le potenzialità intrinseche di questo ecosistema unite alla presenza di
strutture ricettive, quali ristoranti-alberghi, hanno consentito alle
amministrazioni locali di intraprendere una serie di iniziative atte alla
valorizzazione ed al recupero socio-economico dell'intero bacino.
E' presente una fitta rete di sentieri-natura dai quali altre ad ammirare il
panorama sul bacino Selva e sulle alture circostanti
, salendo verso Collelungo
si incontrano i primi fontanili-abbeveratoi intorno ai quali vive e si riproduce
l'Ululone a ventre giallo, un rospo raro e protetto nel territorio regionale.
Sui crinali di Costa San Pietro e sull'altopiano non è infrequente incontrare
le Orchidee delle praterie, la Genziana appenninica, il Lino capitato e più in
alto il Ginepro nano. Tra gli aspetti avifaunistici più interessanti si possono
citare la Starna, la Quaglia, il Codirossone ed il Calandro, mentre
sull'altopiano di Monte Cavallo si possono osservare la Coturnice, il Gracchio
alpino e corallino,lo Spinocello ed il Fringuello alpino. Numerosa la presenza
di vari falconidi. Tra i mammiferi è rilevante la presenza di Cinghiali, Orsi,
Lupi e Camosci frequentemente visibili alle prime ore dell'alba.
Come si raggiunge :
In treno. Treno Roma-Napoli fermata Cassino. Autobus CO.TRA.L. per Viticuso o
Cardito - fermata Vallerotonda. Via Autostrada. A1(Milano-Napoli) uscita
Cassino. Superstrada Cassino-Sora direzione Sora - uscita S. Elia Fiumerapido.
S.P. per Vallerotonda.