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E' nato a Fontana Liri il 21 settembre del 1910. Nel
1924 giunge a Roma, dove frequenta lo studio dello zio Domenico e i
corsi di disegno presso l'Acca-demia di San Marcello. Nel 1926 si
trasferisce a Torino con la famiglia e affina il "mestiere di
scultore" nell'atelier di Michele Guerrisi. Nel 1930 iniziano i
primi riconoscimenti ufficiali e le prime mostre a livello nazionale.
Chiamato alle arrni durante la guerra, partecipa poi alla Resistenza
con un impegno che lo porterà a trasferire nella sua opera successiva
le istanze nate da quella concreta lotta in nome della libertà, per
giungere alla formulazione di "quella poetica della
Resistenza" riconosciutagli da Giulio Carlo Argan. A Torino entra
in contatto con il pittore Spazzapan che, isolato, portava avanti una
linea alternativa alla posizione culturale del "Gruppo dei
Sei", pittori torinesi legati all'eredità post-impressionista.
Dopo la Liberazione è tra i promotori di un superamento
sovranazionale della cultura italiana secondo le indicazioni delle
"avanguardie storiche". Fin dal 1945 espone nelle mostre
d'avanguardia promosse dall'Art Club; inoltre, insieme ai pittori
Spazzapan e Moreni e all'architetto Ettore Sottsass jr., si fa
promotore di iniziative culturali, tra cui il progetto del Premio
Torino (di cui è stata fatta una sola edizione nel 1947),
manifestazione che avrebbe dovuto, nell'intenzione dei patrocinatori,
far conoscere le tendenze più attuali dell'arte italiana
contemporanea. Intanto nel 1945 vince, insieme all'architetto Molino,
il concorso per il "Monumento al Partigiano": il monumento
viene eseguito successivamente e collocato nel Campo della Gloria nel
cimitero generale di Torino. Nel 1948 espone con Spazzapan alla
Galleria La Bussola: I'esposizione dello scultore acquista un
particolare accento polemico. Nel 1951 tiene la sua prima mostra
personale alla Galerie de France, a Parigi, la più importante in
Europa. La critica straniera, da Jean Cassou a Léon Degand, da Pierre
Descargues a Frank Elgar, si rende subito conto delle qualità della
sua produzione e del suo significato. Il riconoscimento più alto lo
ottiene alla XXIX Biennale di Venezia del 1958, quando ottiene il Gran
Premio Interna-zionale per la scultura.
Nel 1962 Mastroianni si dedica all'incisione approntando anche le
lastre per l'illustrazione di alcuni volumi (Poeti sovietici, 1964;
Vento furente, 1972). Nel 1964 il Comune di Cuneo gli affida
l'esecuzione del "Monu-mento alla Resistenza Italiana", cui
lavora per cinque anni, dal 1964 al 1969. Nel 1971 la città di
Frosinone gli commissiona il "Monumento ai Caduti di tutte le
guerre" (la cui idea è del 1970), eseguito in acciaio e
collocato nel 1977. Nel frattempo ottiene anche l'incarico dalla città
di Cassino di elaborare un "Mausoleo della pace". In ordine
di tempo vengono poi il "Monumento alla Resi-stenza della città
di Urbino", del 1980, che dialoga con l'eccezionale complesso
urbanistico del capoluogo feltresco dall' alto del Parco della
Resistenza e il "Monumento per l'Eccidio di Vallerotonda"
(1984). Titolare della cattedra di scultura all'Accademia di Belle
Arti di Bologna, ne tiene anche la direzione dal 1961 al 1969; da
Torino si trasferisce nel 1970 a Marino Laziale, insegnando prima
all'Accademia di Belle Arti di Napoli, quindi in quella di Roma. Nel
1973 l'Accademia dei Lincei gli conferisce il premio Antonio
Feltrinelli con la seguente motivazione: "Per l'elevata qualità
inventiva e plastica della sua opera e per la rilevante incidenza che
ha avuto nella storia della scultura italiana moderna e, in
particolare, per quello che può considerarsi il suo capolavoro, il
Monumento alla Resi-stenza di Cuneo, sintesi di un potente impeto
plastico e di un alto significato civile". Nel 1974 la Galleria
Civica d'Arte Moderna di Torino gli dedica una mostra retrospettiva
cui fa seguito un'antologica nella Galleria Nazio-nale d'Arte Moderna
di Roma nello stesso anno.
Nel 1976 il Musée d'Art Moderne de la Ville de Paris ripropone tutta
l'attività scultorea di Mastroianni aprendo un ciclo dedicato alla
scultura italiana del dopoguerra. Nel 1977 un'antologica di rilievi
cromatici, disegni, bozzetti in legno e incisioni, presso il palazzo
Ducale di Urbino, pone in evidenza - forse per la prima volta in
maniera così organica - un'espressione creativa relativamente, e a
volte per nulla, indagata dagli studiosi. Nell'autunno dello stesso
anno Mastroianni espone alcune sue opere monumentali a Charleston,
nell' ambito dell'edizione statunitense del Festival dei Due Mondi.
Verranno poi la mostra dei rilievi cromatici al Palazzo dei Diamanti
di Ferrara (1978-80) e la grande antologica fiorentina del 1981 alla
Fortezza del Belvedere. Nel 1978, nei locali della Galleria d'Arte
Moderna di Cento, è allestita una piccola ma sceltissima rassegna di
sue sculture. Nel 1979, quasi a dimostrazione della sua inesauribile
vocazione sperimentativa, esegue per il Teatro dell'Opera di Roma la
scenografia del Coro dei morti su testo di Giacomo Leopardi e musica
di Goffredo Petrassi a cui farà seguito l'anno appresso il lavoro
sull' Uccello di fuoco di Igor Stravinskij.
Nel 1981 la città di Firenze organizza una mostra antologica
dell'attività completa di Mastroianni. Sul finire del 1983, sono da
registrare quattro avvenimenti di notevole importanza: una mostra
itinerante negli Stati Uniti, dopo sei anni di assenza, che da Miami
ha toccato altri centri del paese, per finire a Washington; la
donazione all'abbazia di Casamari di un bronzo dorato del '40,
"La Madonna della Pace", l'inaugurazione di un monumento
alla Resistenza sulla montagna di Vallerotonda; infine la
pubblicazione di una esaustiva monografia critica ad opera di Floriano
De Santi. Nella primavera del 1984, un'esposizione a Brescia di grandi
bozzetti in legno dei monumenti alla Resistenza, disegni e rilievi
policromi commemora il X anniversario della strage di Piazza del]a
Loggia ("La memoria storica dell'arte"). Nell'ottobre
successivo, contemporaneamente alla mostra di "Bassorilievi
1975-1983" allestita dal Comune di Bergamo presso il Teatro
Sociale, la Galleria Art-curial di Parigi presenta trenta sculture
datate dal 1942 al 1984 Nell'89 gli viene conferito a Tokyo il "Praemium
Imperiale", una sorta di Nobel del Sol Levante e nel '94 viene
inaugurata la grandiosa opera della cancellata per il Teatro Regio di
Torino.
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